MARINA DI LATINA ABBANDONATA E LE FALSE PROMESSE DELL’AMMINISTRAZIONE

Spesso si rilasciano dichiarazioni talmente surreali, che mi fanno pensare che colui che le dice, pensi realmente che gli interlocutori che ha di fronte, provengono da Marte o che siano talmente ingenui da potergli propinare di tutto.

Il primo cittadino a una chiara domanda sui tempi del ripascimento di qualche giorno fa, testualmente ha risposto;

“Entro marzo, Il programma conseguente al protocollo che la Regione deve firmare, così come i comuni di Latina e Sabaudia prevede per 500mila euro il riporto di sabbia nei tratti più compromessi e la realizzazione di frangiflutti sommersi per il ripopolamento ittico e per favorire il ripascimento. A che il protocollo sia firmato al più presto ci sto appresso costantemente. Entro marzo, la Marina deve stare a posto”.

Sentite queste parole persuasive, parecchi avranno avuto un sussulto, un sussulto non di gioia, ma di seria preoccupazione, specialmente di chi, conosce un minimo la burocrazia e i tempi che questi prevedono per la realizzazione di un opera.

Sorvolando sulle dichiarazioni ad aprile, dell’assessore Lessio che aveva promesso, non riuscendosi come si evince, che avrebbe fatto di tutto per far sì che un primo intervento urgente potesse essere portato a termine ad inizio della stagione estiva passata, sempre in quel periodo, si porto all’attenzione della città e degli imprenditori balneare un protocollo d’intesa.

Un protocollo, pianificato dalle amministrazioni comunali di Latina e Sabaudia e dagli altri enti partecipanti, Ente Parco del Circeo, Consorzio di Bonifica dell’Agro Pontino, Reparto Carabinieri per la Biodiversità di Fogliano e Arpa Lazio e che prevedevano, l’impegno delle parti a pianificare ed eseguire un programma d’interventi finalizzati a contrastare il fenomeno erosivo e a proteggere le spiagge comprese nel tratto costiero tra i Comuni di Latina e Sabaudia, considerato per la prima volta, in virtù dell’accordo, un “sito unitario” (esteso dal canale Mascarello a Torre Paola).

Fin qui tutto bene, fin quando però, non ci scontriamo su di un particolare, un particolare che si chiama Regione Lazio.

L’Area Regionale Difesa della costa, che è effettivamente competente in materia per il caso in esame, che è ben a conoscenza sulla delicatezza della situazione erosione a Latina e che più volte ha dato la completa disponibilità a trovare soluzioni.

Soluzioni però che devono seguire un intero iter, che nel quadro attuale trattasi di: firme da parte degli attori referenti per il protocollo d’intesa, un minimo di progetto e non dico esecutivo ma almeno preliminare, stanziamento delle somme in bilancio regionale e solo successivamente, stanziamento, varie gare e lavori.

Situazione su cui vorrei tanto sbagliarmi, che faranno, sempre se tutto va bene, slittare i lavori ben oltre marzo 2019 e di sicuro non per l’estate prossima.

Detto questo, mi domando, dopo la mancata destagionalizzazione, la mancanza d’interventi concreti, come si possono rilasciare dichiarazioni mendaci, quando ancora oggi non esiste ne un progetto  e non esiste un impegno economico della Regione Lazio in bilancio?

Aggiungo, viste le condizioni atmosferiche attuali e i danni subiti ulteriormente alle nostre coste, le somme preventivate e notevolmente scarse già lo scorso anno, si devono considerare ancora adeguate, oppure la situazione già disastrosa, ha bisogno di un intervento molto più concreto?

L’amministrazione comunale nel marzo scorso aveva incontrato gli operatori balneari per fare il punto sull’erosione costiera e per concordare una linea di azione congiunta.

L’accordo era fare fronte all’emergenza in vista dell’imminente apertura della stagione, con l’impegno che dal 2019 si sarebbe andati incontro a una concretezza maggiore da parte dell’amministrazione, sia sulla questione in generale della Marina ma in particolar modo sulla questione erosione, riproponendo il concetto che, senza spiaggia non esisterebbe marina.

Dall’esito semi positivo di quell’incontro, nulla più c’è stato, nessuna nuova riunione, nessuna richiesta di collaborazione, nessuna battaglia comune  nel rappresentare le istanze della nostra marina in Regione, il nulla.

Dichiarare che a marzo, ci saranno i lavori è un azzardo per non dire che sa tanto di beffa e francamente non credo che gli operatori siano ancora disposti  a subire l’ennesima delusione.

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